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Discorso del Sindaco Corongiu per il 4 Novembre

PDF  Stampa  E-mail  Giovedì 04 Novembre 2010 19:17

Cari concittadini, autorità militari,civili e religiose: nel porgerVi un caloroso saluto, desidero ringraziarVi per essere qui, per partecipare a questa cerimonia.
Una cerimonia mirata a onorare l'impegno e il sacrificio delle Forze Armate, di tanti militari italiani, del nostro concittadino Silvio Olla ed a ricordare nel tempo, a noi e alle future generazioni, questi episodi della nostra storia.


Nel 1918 si conclude la prima guerra mondiale con 8,5 milioni di morti, di cui 630 mila italiani, 1.050.000 furono i mutilati e i feriti: cifre che devono far riflettere, numeri da ricordare.
Ma questi numeri, anche se enormi, non potranno mai farci capire l'infinito dolore dei figli e delle madri che persero genitori e mariti.
Uomini che, per anni, vissero in mezzo al fango, al freddo e alle atrocità: eppure rimasero uomini che scrivevano parole d'amore alle famiglie, perché queste parole fossero più forti della morte.
Milioni di vittime si sacrificano anche nella seconda guerra mondiale e, sul sangue di questi, spinti dall'amore per la patria, si è costruito il sogno di pace, libertà, rispetto e solidarietà, su cui si fonda la nostra Europa.
Oggi abbiamo difficoltà a capire che in regioni da noi lontane, si metta in discussione quel valore di pace, per noi scontato.
Molti stentano a credere che la nostra sicurezza può dipendere dalla stabilità in paesi remoti.
Per sconfiggere tale pericolo, le nostre Forze Armate hanno profuso la loro opera per DIFENDERE LA PACE, tutelando la sicurezza della nostra nazione, il suo onore e la sua credibilità.
Per questi motivi si trovavano a Nassiriya i 19 caduti del 12 novembre 2003 e gli altri caduti in date successive.

Erano soldati, volontari, che con coraggio facevano il loro dovere, impegnati nella difesa di valori universali: libertà, democrazia, tolleranza, dignità, rispetto.
Dopo 7 anni, noi crediamo che i morti di Nassiriya abbiano arricchito il cielo di nuovi angeli, veri testimoni di pace e sono qui con noi oggi, fautori di coesione, a proporsi come modelli di valori importanti, valori semplici solo per chi ha, come Loro hanno avuto, tensione morale spiccata, senso del dovere, spirito di servizio.
Tra questi un sardo, un Antiochense, il maresciallo Silvio Olla, sassarino per fede, aveva accettato con slancio la missione in Iraq.
Cresciuto in una famiglia sarda, dove la sardità è incardinata in pieno nella bandiera e nello slogan "Forza Paris".
Uno slogan dal quale spesso ci si allontana, anteponendo l'egoismo al lavoro di rete.
Qualche mese fa, interpretando l'unanime sentimento della cittadinanza e dei suoi amministratori, abbiamo dedicato la piazza a questi nuovi angeli "I MARTIRI DI NASSIRIYA" e il lungomare al maresciallo Silvio Olla, martire Antiochense, operatore di pace.
Questa cerimonia è certamente l'occasione per esprimere riconoscenza verso quelle persone che, tutti i giorni, in divisa, operano a tutela della nostra collettività.
Che i Martiri di Nassiriya e Silvio Olla, siano di stimolo per tutti noi, nell'impegno a difendere i valori fondanti della nostra civiltà: Libertà, Pace, Democrazia.

Cari ragazzi, sappiate però che la pace non si costruisce solo nei palazzi del potere ed al tavolo dove siedono i governanti. Non è compito che pochi svolgono per tutti noi.
La pace è processo che parte dal basso, somma di comportamenti individuali, sintesi di sensibilità e passione. E voi, generazioni del futuro, non siete estranei a questo processo e lo potete e dovete alimentare, rafforzare con il vostro agire quotidiano e con la vostra freschezza.
Ci sono forme quotidiane di strisciante razzismo che tendono ad escludere e discriminare il diverso per colore, condizione fisica, provenienza, religione.
E' strisciante razzismo anche l'esercitare prepotenza da bullo idiota verso il compagno di classe offendendolo ed umiliandolo.
Ci sono comportamenti quotidiani che si nutrono di illegalità, furberie, soprusi, omicidi.
Ci sono percorsi individuali e di organizzazione che si fondano sull'egoismo sfrenato e sullo sfruttamento schiavistico di povera gente.
Forme, comportamenti, percorsi che forse non faranno mai scoppiare una guerra vicino a noi ma che alimentano un clima di guerra con vinti e vincitori che condiziona in peggio la nostra società.
Da tutto questo imparate a prendere le distanze facendovi guidare dai valori alti della convivenza civile e matura.
Agite nel rispetto della legge, non offendete la dignità altrui, alimentate democrazia e partecipazione, siate generosi con chi ha bisogno, apritevi al confronto e al dialogo con tutti.
Coltivate la conoscenza per allontanare la paura dell'altro e così sarete costruttori di una società e di un mondo migliori.
Questo è il mio augurio che faccio a tutti voi e che faccio al nostro paese.
A noi, uomini, donne e giovani di questo nostro tempo, la responsabilità di costruire un mondo di pace e di servire ed amare la nostra Italia, la nostra amata Patria, con tutto il nostro cuore e con tutte le nostre forze.
Solo così onoreremo e ringrazieremo degnamente i caduti di tutte le guerre.
- Viva l'Italia unita e solidale
- Viva le forze armate, impegnate a portare la pace in luoghi di non pace
- Viva le forze dell'ordine e le associazioni degli ex combattenti
- Viva la libertà
- Viva l'Italia, nell'Europa unita, per la pace nel mondo.

Il Sindaco

Mario Corongiu