Risposta all'articolo del 05/05/10 "la Nuova Sardegna" bando Ore Preziose
Vista la contestazione, del 05/05/2010 apparsa nel quotidiano "La Nuova Sardegna", comunicato del Gruppo di MINORANZA città nuova riguardo l'avviso pubblico relativo agli incentivi per conciliare la vita familiare lavorativa, come previsto dal P.O.R. FSE 2007-2013 obiettivo competitività Regionale e occupazione - asse I adattabilità - obiettivo operativo b.1-linea di attività b.1.3 -
Interventi a favore delle famiglie per la conciliazione dei tempi di lavoro con la cura familiare per l'erogazione di contributi per l'acquisto di servizi alla prima infanzia "Ore preziose" anno educativo 2009-2010, ci teniamo a tranquillizzare ancora una volta i consiglieri Locci, e soprattutto chi ci sta più a cuore: i cittadini. "Non esiste nessun errore per l'affissione del bando". Poniamo in evidenza che il suddetto bando non è rivolto esclusivamente ai residenti che hanno usufruito dei servizi educativi locali rivolti alla prima infanzia. Un piccolo esempio esplicativo: i genitori di un minore X, residenti nel comune di Sant'Antioco, ma che svolgono attività lavorativa presso un altro Comune limitrofe e nel medesimo usufruiscono di servizi rivolti alla prima infanzia...possono e devono inoltrare la richiesta dei suddetti contributi al Comune di residenza."
Quindi invitiamo i consiglieri Locci a leggere attentamente il suddetto bando - di cui viene riportato uno stralcio di alcuni articoli - al fine di supportare il gruppo di MINORANZA, peraltro composta da illustri avvocati, abili interpreti delle normative, buoni comunicatori e uditori, per un'attenta e proficua lettura atta a non creare inutili perplessità e preoccupazioni alla cittadinanza e per impiegare la propria attenzione e tempo in osservazioni realmente utili per il bene di tutta la comunità.
Del resto l'amministrazione, e in particolare l'Assessorato alle Politiche sociali, da sempre molto sensibile alle problematiche sociali, contrariamente al gruppo di MINORANZA, non mostra nessun stupore, ma si pone in un attento e proficuo dialogo nei confronti di chi, nonostante un alto livello di istruzione, può incontrare delle difficoltà interpretative a chi non è addentro a certe problematiche e conoscenze sociali. Quindi ai sensi dell'art. 1: "...Il presente avviso si rivolge a tutti le Amministrazioni comunali della Sardegna ed ai destinatari lavoratori/trici ivi residenti che abbiano minori a carico di età compresa tra i 3 e i 36 mesi i quali usufruiscano di servizi socio educativi per la prima infanzia erogati in Sardegna presso servizi e strutture autorizzati ai sensi della normativa vigente, in possesso di tutti i requisiti previsti dal presente avviso." E l'Art.8 - ...i destinatari devono presentare le domande di contributo presso l'Amministrazione comunale di residenza, a partire dalla data di pubblicazione del presente avviso...ed entro il 31 luglio 2010."
L'amministrazione comunale ha peraltro ritenuto opportuno dare priorità ad una situazione fortemente pregiudizievole, da tempo palese all' ex Amministrazione Locci, per cui a suo tempo non è stato fatto nulla, quale le problematiche delle famiglie con bimbi molto piccoli che hanno occupato locali fatiscenti dell'ex mattatoio. Anche qui forse è mancata la sensibilità che contraddistingue l'attuale Amministrazione che ha pensato bene di attivarsi per la realizzazione di un nuovo stabile con destinazione d'uso per le attività rivolte alla prima infanzia, bandendo per la gestione del medesimo e attivandosi per il finanziamento della Sezione Primavera (pervenuto con l'auto ritardo in considerazione della tempistica di incontro tra Stato - Regioni). Mentre finalmente il paese è privo di uno scempio come l'ex mattatoio adibito ad abitazioni abusive in presenza di minori per cui le precedenti amministrazioni hanno sempre fatto finta di non vedere.
E' vero che la mancata autorizzazione all'apertura dei locali ex Esmas ( con destinazione d'uso per attività rivolte alla prima infanzia) ha creato dei forti disguidi alle famiglie, ne siamo coscienti e dispiaciuti, ma le lunghe procedure burocratiche nel rilascio delle autorizzazioni ai sensi delle normative vigenti sulla sicurezza e nonostante i continui solleciti documentabili da parte di codesto assessorato ,non sono stati sufficienti per garantire comunque i servizi alla prima infanzia, con una forte consapevolezza di garantire una struttura a tutela dei piccoli utenti e delle loro famiglie.
L'Assessore alle Politiche Sociali
Mariella Piredda




