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I bombardamenti del '43 a Sant'Antioco

PDF  Stampa  E-mail  Mercoledì 13 Maggio 2009 18:02

L’Amministrazione ricorda la triste pagina dei bombardamenti del 1943 a Sant’Antioco. Sette i concittadini morti a causa delle bombe sganciate dagli aerei. Una nota in ricordo dei caduti durante il bombardamento aereo del 1943 è stata espressa dall’Amministrazione Comunale di Sant’Antioco e in particolare dall’Assessore alla Cultura Daniela Ibba. Una pagina di storia della cittadina lagunare che emerge dai documenti dell’Archivio Storico gestito dalla Cooperativa Studio 87 e che verrà presentata, in occasione della manifestazione culturale “Monumenti aperti” in programma i prossimi 30 e 31 maggio, dagli studenti delle scuole medie cittadine. Una pagina di storia indimenticabile soprattutto per il prezzo che Sant’Antioco pagò in termini di vittime. Sette i morti.

Nel dettaglio: Luigi Brunzu, 50 anni, morto nella frazione di Santa Caterina durante il primo bombardamento aereo del 14.05.1943; Giuseppino Salvatore Esu, 77 anni morto in Piazza Umberto; Emma Grandi, 62 anni che perse la vita in Via Palestro. Quello stesso giorno morirono a causa del bombardamento nella centralissima via Garibaldi anche le sorelle Annica e Peppina Trullu, rispettivamente 33 e 31 anni mentre nei bombardamenti del 29 maggio, nel porto di Sant’Antioco, morì Giuseppe Lenzi, 39 anni. Nell’incursione aerea del 5 Settembre, fu ferito a morte il diciottenne pescatore Giuseppe Meloni mentre era intento a pescare”. 

Così recitano i documenti dell’Archivio Storico: “A causa dei continui bombardamenti vennero installate alcune sirene d’allarme, (nel Forte su Pisu, nel casamento scolastico e al porto), che avvertivano la popolazione in caso di pericolo. Intorno alle 14.30 del 14 Maggio l’abitato e il porto di Sant’Antioco sono stati sorvolati da cinquantadue apparecchi che hanno sganciato varie centinaia di bombe. I danni materiali sono stati incalcolabili. Si è provveduto subito dopo cessati i bombardamenti, ai lavori di sgombro delle strade ed è stato disposto un servizio di vigilanza allo scopo di garantire la incolumità pubblica e perché siano evitati furti nelle case sinistrate. Case colpite e crollate sono in numero di 30 per un complesso di 150 vani dei quali 97 apiano terreno e 53 a primo piano.

Si è verificata l’interruzione delle linee elettriche e della conduttura dell’acqua destinata all’approvvigionamento della popolazione. Oltre a dette case, è stato distrutto il Cinema Savoia e danneggiato il casamento scolastico. Nel porto ha subito danni il cantiere di distillazione carboni, sette dragamine e una barca da pesca affondata. Si è altresì sviluppato vasto incendio fra le cataste di legname e di carburo che è stato domato dopo tre ore dai Vigili del fuoco. Sono stati accertati 4 morti e 12 feriti tra la popolazione civile. I danni ammontano a 8 milioni di lire. Altra grave incursione il 29 Maggio 1943. Il 5 Settembre, due aerei inglesi sorvolarono la laguna a bassa quota per evitare il tiro della batteria contraerea mitragliando alcune imbarcazioni intente alla pesca. Fu ferito a morte il diciottenne pescatore Giuseppe Meloni”.