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PDF  Stampa  E-mail  Mercoledì 28 Gennaio 2009 00:47

 Il ritrovamento dell'Arciere di Sant'Antioco

 

 arciere

Title: Warrior
Maker: Sardinia, 9th-8th Century BC
Medium: bronze
Measurements: Overall: 20.2cm x 9.6cm
Date: 900-700 BC
Acquisition: Leonard C. Hanna, Jr. Fund

Accession Number:1990.1
Department: Greek and Roman Art

Il bronzetto trafugato ritorna a casa 20.11.2008

Tra i 14 pezzi anche un magnifico arciere del periodo prefenicio

Carlo Floris

 Accordo siglato al Mibac (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) tra ministero e Cleveland Museum of Art per la restituzione all’Italia di quattordici opere acquisite in modo irregolare dal Museo. La conseguenza più importante di questo accordo è che a Sant’Antioco, da dove proviene, tornerà un bellissimo bronzetto nuragico che raffigura un arciere, che i carabinieri del nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale hanno dimostrato essere stato esportato con il mercato nero. Alla cerimonia di ieri, oltre al ministro Bondi, al Direttore del Museo di Cleveland Timothy Rub, il segretario generale Giuseppe Proietti e il generale dei carabinieri del Nucleo Tpc Giovanni Nistri, era presente il sindaco di Sant’Antioco Mario Corongiu. «Sono veramente contento di questo accordo che è eccezionale per il nostro patrimonio archeologico - dice Corongiu -, l’aspetto particolarmente importante è che una grande istituzione culturale come il Museo di Cleveland, riconosce la necessità che le opere siano ricontestualizzate, ovvero rese, per quanto possibile, ai luoghi di provenienza. Questa è una tendenza che anche altre istituzioni dovrebbero seguire.

Mi piace sottolineare che questo bronzetto è di eccezionale bellezza e ricorda che il nostro patrimonio culturale risale anche a prima dell’arrivo dei fenici nel nostro territorio e che nella nostra isola ci sono e sono davvero tanti, i segni della presenza dei nuragici. Basti ricordare che la densità di nuraghi nel nostro territorio è fra le più alte, se non la più alta, dell’intera Sardegna. Forse vorrà dire qualcosa». A dimostrare l’origine del bronzetto sono stati gli investigatori dei carabinieri del Tpc: «Abbiamo rinvenuto una foto, una polaroid, a Basilea - spiega Roberto Lai, antiochense luogotenente dei carabinieri - che dimostra come il reperto provenga dalla nostra isola. C’è un trafficante di reperti che ha operato a lungo tra Carbonia e Sant’Antioco che potrebbe essere coinvolto in questa operazione». In città si ricorda un altro bronzetto, trovato negli anni ’50 del secolo scorso durante dei lavori nella zona di Via Castello, nella vecchia acropoli della città, in un fondo di capanna nuragica nelle adiacenze del forte sabaudo: un muflone che oggi si trova al museo archeologico di Cagliari. Altra zona di grande interesse dal punto di vista nuragico è quella di Grutt’e Acqua, dove si trova un nuraghe, diverse capanne, tomba di giganti e un laghetto eccezionale dal fondo lastricato in pietra, e ci sono anche altri nuraghi.

L’isola era controllata da un sistema di nuraghi che coprivano quasi ogni altura da Sant’Antioco a Calasetta e tenevano sotto controllo l’isola ed il mare circostante, mentre i villaggi erano nelle immediate vicinanze. Ci sono voluti due anni di discussioni ma alla fine si è arrivati all’accordo che privilegia l’acquisizione “etica” dei reperti. «Questa cessione dimostra il nostro impegno a costruire - come ha dichiarato Timothy Rub, direttore del Cleveland Museum of Art - e mantenere una collezione di opere d’arte, provenienti da qualsiasi parte del mondo e risalenti a qualsiasi epoca, che siano acquisite in buona fede e usando i più alti standard etici, e dopo aver svolto una rigorosa ricerca sulla provenienza di tali beni». Il ministero italiano ha accettato di concedere in prestito al Museo un numero analogo di opere di pari pregio e rilevanza storica, perché siano studiate ed esposte a Cleveland. Le parti hanno anche concordato di organizzare in collaborazione una mostra d’arte e di dare vita a un rapporto di strette relazioni per lo scambio culturale e di ricerca nella conservazione di beni. I colloqui tra il Cleveland Museum of Art e il Mibac procederanno nei prossimi mesi alla definizione degli accordi prima del trasferimento in Italia di qualsiasi opera d’arte. Il ministro Sandro Bondi e il signor Rub hanno espresso fiducia nel successo di questi accordi di cooperazione.

Notizie in rete

New York Times

Abc

Il Sole 24 ore

Unione Sarda

La Nuova Sardegna

News cleaveland.com

Museum Security

Intervista a Roberto Lai