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Acropoli

PDF  Stampa  E-mail  Martedì 27 Gennaio 2009 15:29

AcropoliA Nord del Castello sabaudo, sotto il declivio, si situa l’acropoli della città punica. Le sue fortificazioni poggiavano sugli affioramenti rocciosi naturali. La zona ha avuto diverse fasi d’uso che si sono susseguite tra l’età punica e quella tardo-romana. I resti più antichi sono riferibili alle fortificazioni puniche. Si può ancora vedere un tratto delle mura che difendevano l’acropoli, costruite da blocchi di ignimbrite squadrati, con la tecnica del doppio paramento: il muro aveva i due prospetti rivestiti dai blocchi, mentre lo spazio interno era riempito da terra e pietre. Rimane in buono stato di conservazione un tratto di muro con direzione Est-Ovest, con i blocchi bugnati dalle dimensioni di 80 x 50 x 120 cm. L’altezza massima conservata è di 1,50 m.
La tipologia delle mura, in assenza di sicuri dati di scavo, consente di datarle al IV sec. a.C.
A meridione del complesso fortificato insistono i resti di una struttura di periodo romano, interpretata come luogo di culto.
La base della costruzione è composta da un basamento, conservato per una lunghezza Est-Ovest di circa 10 m., su cui si imposta un colonnato di cui rimangono nove colonne. Questo piano è stato pavimentato in due tempi successivi: il pavimento più antico è quello visibile a Sud delle colonne, del tipo detto “signinum”, ossia in cocciopesto frammisto a tesserine bianche; in seguito questo è stato ricoperto da uno strato di cocciopesto più scuro, conservato fra le colonne e il bordo esterno dell’edificio.


AcropoliA Sud delle colonne si trova un grande zoccolo costituito da grandi blocchi bugnati di ignimbrite, dal quale si alza un ulteriore livello ad un’altezza di 1 m., il cui perimetro è costituito dallo stesso tipo di blocchi, mentre la pavimentazione, di cui rimangono pochi resti, è in mosaico a tesserine bianche.
Il tempio aveva la fronte ad Est, dal momento che ad Ovest la struttura è chiusa. Verosimilmente siamo di fronte a quanto rimane di un tempio pseudoperiptero sine postico, vale a dire un tempio circondato da colonne sulle parti laterali e frontale (dove doveva trovare posto anche una gradinata di accesso), mentre quella posteriore ne era sprovvista.


Lo scavo ha qui evidenziato la presenza di una rampa che sale verso la sommità del colle, collegata con un muro di terrazzamento, in cui erano inglobate, riutilizzandole a scopo decorativo, due grandi statue di leone di epoca fenicia.
Ci troveremmo, pertanto, dinanzi ad un apprestamento monumentale di accesso al tempio, anch’esso di notevole rilevanza, data la sua costruzione a più livelli, che non può non riportarci a sistemazioni monumentali simili in ambito centroitalico, quali il santuario della Fortuna Primigenia a Palestrina.
La cronologia del monumento si può porre nell’ambito del II secolo a.C.
I celebri leoni, oggi collocati nel locale Museo Archeologico, costituiscono un raro esempio di statuaria monumentale fenicia e punica. In origine dovevano fiancheggiare la porta d’ingresso delle mura cittadine, anche se un’altra ipotesi proposta da alcuni studiosi ritiene che potessero essere degli elementi architettonici decorativi situati in un’area sacra.